Messaggero Veneto: edizione di Gorizia
Folla ai funerali. Le offerte a un’associazione di ricerca che avrà il suo nome
CORMÒNS. Una folla per un addio commovente. Sono state tante le persone che hanno partecipato ai funerali di Francesca Messina, prematuramente scomparsa mercoledì scorso. A chiudere gli occhi della giovane donna cormonese - avrebbe compiuto 32 anni il prossimo settembre - è stata una rara malattia, chiamata “morbo di Moskovitz”. Una malattia poco conosciuta, di cui si sa ben poco e contro la quale i medici, nonostante ricerche effettuate anche all’estero, nulla hanno potuto.
Il lutto ha gettato la comunità di Cormòns nello sgomento, visto che Francesca si era fatta apprezzare per la sua disponibilità e la sua generosità nel mondo delle associazioni locali e della parrocchia.
Un’atmosfera forte e carica di emozione si respirava nel corso della funzione, che ha visto la presenza oltre che di monsignor Sergio Ambrosi, parroco di Cormòns, anche di don Paolo e padre Giorgio. Presente anche il coro, del quale in passato Francesca aveva fatto parte con il marito.
Il rito solenne, celebrato nel pomeriggio di ieri, ha raccolto tanti concittadini, parenti e amici, ma anche semplici conoscenti, che si sono stretti attorno al marito Carlo Maria Laorenza, alla mamma Marilena e al papà Matteo, al fratello Nicolò, alla suocera Enrica ed al suocero Vittorio.
Le offerte raccolte durante i funerali costituiranno il primo contributo destinato all’istituzione di una associazione finalizzata alla ricerca per combattere il “morbo di Moskovitz”. È stato infatti il marito di Francesca a promuovere questa iniziativa – l’associazione porterà il nome di Francesca –, con l’obiettivo di studiare e combattere questa sconosciuta malattia, nonchè il “morbo di Still”, altro male raro.
Si ringrazia, quindi, quanti vorranno ricordare Francesca, non con fiori, ma con un’opera di sostegno per questa associazione. (m.b.)