Messaggero Veneto: edizione di Gorizia
Cormòns. La relazione del presidente Bragagnolo alla 44ª Giornata
CORMòNS. Come un tavolino è solido quando si basa su tre gambe, così anche il dono del sangue prospera bene quando tre realtà – centri trasfusionali, associazioni ed istituzioni – sono forti e si integrano bene tra di loro. E le “tre gambe” erano presenti, ieri, alla 44ª Giornata del donatore di sangue.
La manifestazione, che si è svolta nel centro collinare, è stata la prima del calendario nella provincia isontina.
E dalla cittadina è stato lanciato un forte appello a “camminare”, a proseguire sulla strada intrapresa coinvolgendo con il passaparola più persone possibili sul motto che “donare fa bene” (come ha detto anche Paolo Vidoz nel nuovo dvd realizzato dalla Advs).
A fare gli onori di casa, dopo la celebrazione in duomo della messa presieduta da monsignor Ambrosi ed allietata dalla corale Sant’Adalberto, è stato, a palazzo Locatelli, Egidio Bragagnolo, presidente provinciale dell’Associazione dei donatori di sangue.
Bragagnolo ha lodato il gesto dei donatori e l’impegno dei volontari in tanti anni di attività dell’associazione. Ha tuttavia esortato a promuovere con il passaparola il dono del sangue.
Non è mancato un commosso ricordo per un lutto prematuro nella comunità cormonese. «Poche settimane fa – ha detto – ci è mancata una carissima amica: Francesca Messina». Il direttivo ha voluto ricordare la sua figura con un diploma alla memoria. L’attestato, che è stato consegnato al marito Carlo Maria Laorenza, ha voluto essere un ricordo alla generosità di Francesca, che con 40 donazioni aveva dato un’importante testimonianza di altruismo. È stato un male terribile a spegnere i suoi occhi. Per questo, il marito ha dato vita a un’associazione finalizzata a raccogliere fondi per studiare e combattere questa malattia (il morbo di Moskovitz). Per questa causa, la sezione dei donatori di Cormòns ha devoluto un’offerta di 500 euro. Al marito è stato poi consegnato anche il distintivo d’oro per aver raggiunto le 75 donazioni di sangue.
Bragagnolo ha fatto poi il punto della situazione. «Siamo sullo stesso trend dello scorso anno – ha spiegato –, nei primi quattro mesi siamo leggermente in recupero. Però occorre mantenere alta la guardia. È importante il passaparola. L’indice di donazione in Friuli Venezia Giulia è pari a 1,57. Si tratta di un dato positivo, soprattutto in confronto ad altre realtà dell’Italia meridionale, che presentano leggere flessioni. Tuttavia, bisogna continuare a camminare e bisogna essere in tanti. Occorre dare in tanti, anche se poco». Ha quindi preso la parola Claudio Cucut, sindaco di Cormòns, soffermandosi «su due pilastri fondamentali della nostra esistenza: l’equità e la solidarietà». Il primo cittadino ha sottolineato l’importanza del progetto di educazione al dono.
È poi intervenuta la “terza gamba”. «L’attività di quest’anno – ha commentato il dottor Dario Franchi, del centro trasfusionale dell’ospedale di Gorizia – sta andando bene. Grazie ad una strategia vincente: andare nelle scuole. Al saper fare, si aggiunge l’imparare a saper essere». Il medico ha evidenziato il crescente problema degli emoderivati. Regioni che prima erano autosufficienti hanno dovuto rivolgersi ad altri mercati. «Le nostre scorte – ha spiegato – hanno evitato che il Friuli Venezia Giulia abbia questo problema. Ma per mantenere livelli di sicurezza, il trend deve essere crescente».
Mara Bon